Rudy Cosimi porta nei propri geni la vena estrosa tipica della sua famiglia. Simpatico, generoso, svelto di testa e di parola, ha una vena artistica che esprime nelle etichette e nei nomi degli eccellenti vini che produce nella sua cantina. Come il Bionasega, che si prende burla con ironia tutta toscana della moda dei vini biologici.

«Sia chiaro, non sono contrario ai prodotti bio. Diciamo piuttosto che mi prendo gioco di quella che in molti casi mi sembra soltanto un espediente di marketing. Ma ognuno è libero di fare il vino come gli pare. Nella mia cantina seguo lo stile classico, faccio tutto a mano e in bottiglia il risultato si sente».

La storia del Poggiolo, dove nascono il Brunello di Montalcino e il Toscana Igt Bionasega, comincia esattamente 50 anni fa.

«Mio babbo Roberto comprò 65 ettari molto in alto (una caratteristica che conferisce ai vini eleganza ed eccellente acidità) in una zona a un km a sud ovest di Montalcino nel 1971. Acquistò i terreni con il denaro che aveva messo da parte vendendo macchine agricole, l’attività a cui dedicò gran parte della sua vita. Quando fece la prima bottiglia di Brunello a Montalcino eravamo solo 28 produttori. Per babbo l’idea di poter produrre le proprie bottiglie era importante. Io porto avanti con orgoglio il suo lavoro cercando di creare un prodotto artigianale sempre più raffinato e piacevole. Che piacerà, sono certo, agli amanti dei vini del territorio montalcinese».

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